L’affido Sine-Die – La scelta di diventare genitori affidatari/adottivi: è arrivato il momento opportuno con il Percorso Kairòs.

Se siete una coppia sposata o no, con o senza figli, o se anche sei un “single” con l’attitudine alla solidarietà e con il desiderio di essere genitore, puoi prendere la strada di Kairòs.

Kairòs nella cultura greca indicava il tempo di mezzo in cui avviene qualcosa di speciale, Kairòs il Dio alato del momento opportuno, la divinità del tempo per eccellenza distinto da Kronos che indicava il tempo materiale.

Essere genitore affidatario (Sine Die)  significa sicuramente dedicare il proprio tempo a qualcosa di speciale e l’Associazione Kairòs, costituitasi nel 2013, affianca chi fa questa scelta proponendo un proprio modello operativo. ” Il Percorso Kairòs ”  un percorso  di accoglienza sostenuto della durata di 24 mesi

L’affido Sine-Die

Ci sono aspetti probabilmente poco conosciuti della realtà dell’affido familiare nel nostro Paese:

Se da una parte la legge parla di temporaneità la realtà come risulta dalle ultime ricerche del ministero, dice un’altra cosa, almeno il’60% degli affidi si protraggono “sine die” (in alcuni casi siamo all’80%) cioè con continui rinnovi che ne posticipano la durata fino al raggiungimento della maggiore età del minore. Purtroppo le stesse ricerche Ministeriali non riportano i dati relativi al numero di minori in affidamento familiare che permangono nella famiglia affidataria oltre la maggiore età.

31.12.2011 “I Quaderni della ricerca sociale 26” – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (http://www.lavoro.gov.it/Strumenti/StudiStatistiche/sociale/Documents/qrs26_affido.pdf.)

Oggi giorno L’affido sine die è divenuto un tema tabù, non solo non vi è conoscenza, ma addirittura non se ne parla all’interno delle Istituzioni. Il termine Sine-Die infatti non lo ritroviamo all’interno della nostra giurisdizione e nemmeno all’interno delle linee guida nazionali sull’affido e gli stessi Servizi Sociali continuano a parlare di affido temporaneo e raramente utilizzano il termine Sine-Die, perché preferiscono chiamarlo affido a lungo termine. Anche la legge riporta in tutte le sue parti il termine “temporaneo” come di fatto l’affido dovrebbe essere: un intervento temporaneo dove il minore viene collocato in una famiglia affidataria, nell’attesa che, con un aiuto e con un supporto la famiglia biologia recuperi le capacità genitoriali..

Legge 184/83 e ss.mm. “Diritto del minore ad avere una famiglia”

http://www.camera.it/parlam/leggi/01149l.htm

La legge sul diritto alla continuità affettiva  una strada verso  l’Adozione

La legge sul diritto alla continuità affettiva, legge 173 del 2015, fortemente voluta dalle associazioni delle famiglie affidatarie,  prevede una sorta di “corsia preferenziale” per le famiglie affidatarie, nel caso il minore a loro affidato fosse dichiarato adottabile.

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Questo provvedimento interviene sulla legge n. 184 del 1983 per ridefinire il rapporto tra procedimento di adozione e istituto dell’affidamento familiare, allo scopo di garantire il diritto alla continuità affettiva con la famiglia affidataria del minore di cui sia dichiarata l’adottabilità. Lo scopo è quello di riuscire ad assicurare il diritto alla continuità affettiva dei minori, riconoscendo alla famiglia affidataria un canale preferenziale per l’adozione

Il collocamento in comunità

Inoltre ogni anno c’è un numero impressionante di bambini e ragazzi allontanati dalla famiglia biologica e collocati nelle comunità residenziali, circa 15 mila.

Le intenzioni della legge del 4 maggio 1983, n. 184   erano infatti di ridurre al minimo la permanenza del minore fuori dalla famiglia di origine, ma nei fatti ciò non è avvenuto e non avviene, rendendo incerta la bontà di soluzioni che assumono la caratteristica della temporaneità.

Poiché è evidente dall’ultima ricerca del Ministero delle Politiche Sociali del 31 Dicembre 2012 che queste esperienze si svolgono prevalentemente nelle comunità educative anziché in famiglie affidatarie, l’Associazione Kairòs ha deciso di intervenire a favore dei 15 mila minori collocati in comunità e per i quali non è più previsto il rientro in famiglia biologica.

31.12.2012 “I Quaderni della ricerca sociale 31” – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

http://www.lavoro.gov.it/Strumenti/StudiStatistiche/sociale/Documents/Quaderni%20_Ricerca%20_Sociale%20_31%20Report%20MFFO%202.pdf

IL PERCORSO KAIROS

Consapevole che una collocazione in affido Sine-Die non garantisce la tutela del minore dal punto di vista giuridico e consapevole che si dovrebbe procedere con l’adozione legittimante o, con le nuove forme di applicazione ex art. 44 (http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_3_5_4.wp) denominate “adozione mite”, l’Associazione Kairòs ritiene necessario intervenire nell’interesse supremo del minore con una soluzione “definitiva di accoglienza” volta a riparare il percorso spesso frammentato delle precedenti esperienze di accudimento, certa come è la stessa Associazione, che non esista un aiuto più intensivo della disponibilità di un ambiente familiare sensibile e responsivo che offra un accudimento 24 ore al giorno.

Il Percorso Kairòs  per ridurre il rischio di fallimento dell’affido

L’Associazione è costituita da persone, famiglie affidatarie e da professionisti dell’ambito psicologico e sociale, che da tempo vivono l’esperienza dell’affido Sine Die in prima persona e che intendono garantire a questi minori, che provengono evidentemente da contesti di disagio e difficoltà, il diritto a trascorrere la propria infanzia e adolescenza in un contesto familiare dove gli sia garantita un’adeguata educazione e benessere psico-fisico.

L’Associazione Kairòs, nasce nella situazione sopra descritta, con il percorso Kairòs rivolto alle coppie/single e  ai minori allontanati, per il quali non è più previsto il rientro in famiglia, ma che continuano ad avere contatti significativi con i propri genitori naturali sprovveduti sì, ma non inesistenti.

L’Associazione nasce con la missione di preparare le famiglie ad accogliere e i minori ad essere amati, in quanto la famiglia viene considerata la risorsa primaria della società.

All’interno del “Percorso Kairòs” della durata di 24 mesi  grande attenzione viene data alla preparazione del minore e alla modalità di avvio dell’affidamento che deve prevedere una conoscenza progressiva per consentire al minore di “scegliere” la coppia e di sentirsi “scelto”. Inoltre la famiglia per le situazioni di inevitabile emergenza ha il supporto e  la disponibilità di un Tutor Kairos  24 ore su 24.

Tuttavia non è sufficiente l’affetto, la comprensione, la pazienza, l’empatia per riparare i danni emotivi e cognitivi subiti dai minori allontanati. Non è sufficiente distanziare la vittima dal contesto familiare, ma è indispensabile che essa sia accolta in un contesto che assicuri una quotidianità rassicurante e serena e insieme un percorso formalizzato e strutturato a favore della famiglia che offra la possibilità di capire ciò che le è accaduto e ciò che le sta accadendo tenendo sempre in considerazione la storia personale.

La necessità di dover individuare un percorso specifico pensato e strutturato per gli affidi Sine-Die, nasce da una manifestata richiesta delle tante famiglie che, avvicinandosi al mondo dell’accoglienza, desiderano acquisire gli strumenti necessari per diventare un genitore  efficace, desiderano essere accompagnate e non rimanere sole.

Inoltre, per ultimo, non certo per importanza, l’esigenza di dover individuare il Percorso Kairòs per gli affidi Sine-Die è scaturita dal grande vuoto istituzionale che non contemplando giuridicamente questa realtà, non ha incluso alcuna raccomandazione per gli  affidi a lungo termine nelle ultime linee guida nazionali sull’affido familiare. (http://www.minori.it/minori/linee-guida-per-laffido)

Per quanto riguarda questo ultimo specifico argomento, l’auspicio è che chi di dovere intervenga in modo da regolamentare adeguatamente quello che ancora oggi è lasciato alla singola azione ed interpretazione.

Concludendo il “Percorso Kairòs” della durata di 24 mesi  nato proprio per ridurre il rischio di fallimento dell’affido familiare si sta realizzando attraverso convenzioni con i Servizi  Sociali, in un contesto in cui pubblico e privato si riconoscono reciprocamente quali portatori di competenze e funzioni diverse, trovando sinergie e linguaggi comuni, rispetto a obiettivi chiari e definiti, basati su principi e valori condivisi.

Pertanto se non vuoi affrontare l’affido/adozione in solitudine scrivi a segreteria@kairos.bo.it ed entra anche tu a far parte del PERCORSO KAIROS.

Oppure chiama la Presidente Monica Neri al n.  3486091169

Associazione Kairòs

www.kairos.bo.it

 

 

 

 

 

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