Tre affidi per tre fratelli: il racconto dei sei mesi prima del primo giorno

Tre fratelli che hanno bisogno di tornare a vivere l’esperienza di essere figli, dopo tre anni in comunità. Impossibile? No. La scelta di cercare tre famiglie, per dare a ciascuno l’occasione di avere uno spazio di crescita esclusivo. Sei mesi per individuare le famiglie adatte e per preparare ragazzi, famiglia d’origine, famiglie affidatarie. Il lavoro sinergico fra un ente pubblico e Kairòs ha disegnato una strada per questa accoglienza, che partirà il 1° maggio

Sono passati ormai più di sei mesi da quel giorno di settembre 2020 in cui Kairòs è stato contattato dalla psicologa di un Servizio Sociale per il collocamento in famiglia di tre minori di 11, 12 e 14 anni. Qualche anno prima quella stessa dottoressa, che lavorava in un altro servizio, aveva conosciuto Kairòs per il collocamento in famiglia di una ragazzina di 13 anni. Kairòs è un’associazione con sede a Granarolo dell’Emilia: dal 2013 prepara «le famiglie ad accogliere e i minori ad essere amati». È “specializzata” per così dire, negli affidi “complessi”, di minori per i quali non è più previsto il rientro in famiglia.

Questa volta però si trattava di tre fratelli: una “prima volta” anche per Kairòs! Una bella sfida! Da subito le due équipe, quella del Servizio Sociale e quella di Kairòs supervisionata dal dottor Marco Chistolini, si sono riunite per analizzare nel dettaglio le caratteristiche dei bambini e le relative problematiche. Si è deciso di individuare tre distinte famiglie, che però fossero sufficientemente vicine per poter curare nel tempo anche il legame di fratellanza. Subito Kairòs si è attivata al fine di individuare la disponibilità di famiglie che potessero essere adeguate all’abbinamento, mentre il Servizio Sociale si è occupato di preparare i minori e la famiglia biologica secondo un programma dettagliato e condiviso con l’équipe di Kairòs. Ecco il loro racconto di questi primi passi del percorso.

«Come équipe e come richiesto dal Tribunale per i minorenni, sapevamo che il progetto per i tre fratelli fosse quello dell’affido. Nei tre anni di percorso comunitario però, nonostante il lavoro di ricerca dell’équipe affidi sul territorio, non c’erano famiglie adatte a sostenere tale progetto. Inoltre, eravamo consapevoli che, una volta individuate le famiglie, la complessità della situazione sia per l’età che per le caratteristiche dei bambini e il numero della fratria, richiedesse un importante lavoro di affiancamento e tutoraggio intensivo nei primi anni di abbinamento. Sono proprio questi i motivi per cui abbiamo pensato a Kàiros.

Insieme a Kairòs abbiamo ragionato molto su come realizzare quest’affido. Dopo lunghi e sofferti confronti abbiamo anzitutto realizzato che si dovesse parlare di “affidi”: la scelta è stata quella di individuare una famiglia per ogni bambino. Per quanto l’idea di dividere i tre fratelli fosse dolorosa, abbiamo comunque creduto nell’importanza di garantire ad ognuno di loro uno spazio di crescita esclusivo. Infatti, con alle spalle una lunga storia di deprivazione di cure e di affetto, ognuno dei tre fratelli necessitava di accoglienza e attenzioni individuali. Definiti i primi passi del percorso, assistente sociale e responsabile della comunità hanno incontrato i bambini, tutti e tre insieme, per comunicargli la notizia dell’avvio del progetto di affido. Non è stata una comunicazione difficile da dare, come operatori avevamo da tempo condiviso con i tre fratelli che, avendo un papà e una mamma che non riuscivano a prendersi cura di loro, avevano il diritto di crescere in una famiglia, mantenendo sempre i contatti con la mamma e il papà. Questo ha permesso che a loro la parola affido non fosse sconosciuta. I fratelli hanno accolto la notizia con serenità, curiosità e attesa».

Dopo lunghi e sofferti confronti abbiamo anzitutto realizzato che si dovesse parlare di “affidi”: la scelta è stata quella di individuare una famiglia per ogni bambino. Per quanto l’idea di dividere i tre fratelli fosse dolorosa, abbiamo comunque creduto nell’importanza di garantire ad ognuno di loro uno spazio di crescita esclusivo.

In una seconda fase, dopo 3 mesi, sempre per provvedere ad un buon abbinamento, i tutor Kairòs preposti al futuro accompagnamento dei minori nella famiglia hanno incontrato i bambini, conoscendoli attraverso un’osservazione non partecipata svoltasi direttamente presso la comunità. Un passaggio importante per completare il quadro descritto nelle relazioni dei Servizi Sociali e dalla narrazione della loro storia. Kairòs ha quindi selezionato tra quelle aderenti all’Associazione un piccolo gruppo di famiglie da proporre ai Servizi Sociali, così da effettuare insieme l’abbinamento più adeguato. È stato un lavoro enorme, poiché queste famiglie dovevano essere il più possibile adeguate alle caratteristiche già individuate dei minori, cercando di evitare il rischio di fallimento del percorso. È proprio lavorando molto sulla fase dell’abbinamento infatti che si può ridurre il rischio di fallimento dell’affido: non parliamo di bambini piccoli e nella maggior parte dei casi sono minori deprivati, con alle spalle un vissuto di maltrattamenti.

Famiglia e minore vengono abbinati in base alle loro caratteristiche e necessità, previa valutazione strutturale, anamnestica e attuale della famiglia da un lato e una diagnosi quanto più possibile corretta dei danni causati al bambino dai maltrattamenti (fisici, emotivi, affettivi, sociali, cognitivi) subiti nel periodo precedente l’allontanamento ed eventualmente causati dall’allontanamento stesso. Già in questa fase Kairòs attiva e consolida l’attività di tutoraggio. Come fare, praticamente? Kairòs durante “l’avvicinamento” punta a creare condizioni esperienziali ed emotive tali da consentire sia agli affidatari che all’affidato uno spazio temporale che consenta a entrambi di costruire inconsapevolmente le prime basi del processo di attaccamento, destinato poi a consolidarsi, confermarsi ed estendersi nel procedere della convivenza. Ma l’attaccamento parte prima dell’inizio della convivenza. Entrambe le parti, in pratica, devono scegliersi e non subire una relazione decisa da altri.

Questo percorso condiviso è durato sei mesi e nulla è stato lasciato al caso. La comunicazione ad esempio, che è l’aspetto più delicato, è stata curata nel dettaglio: soprattutto quella rivolta ai minori. «Col passare dei mesi, dopo la comunicazione iniziale, è stato importante mantenere un dialogo aperto e costante con i ragazzi per accompagnarli nell’attesa e aiutarli ad esprimere anche le paure, i dubbi e le incertezze che ogni nuovo progetto di vita porta con sé. In particolare abbiamo lavorato sul possibile vissuto del “conflitto di lealtà” nei confronti della famiglia di origine, spiegando che può succedere che i bambini che non possono vivere con i loro genitori non si sentano autorizzati ad affidarsi alle nuove figure genitoriali per paura di tradire i genitori. In parallelo, abbiamo lavorato con i genitori per aiutarli ad accettare e riconoscere il valore protettivo dell’affidamento familiare ed a legittimare i propri figli ad andare verso il progetto di affido», spiegano psicologa e assistente sociale dei Servizi. Questa attenzione dei Servizi può evitare conflitti fra le due famiglie, conflitti che renderebbero meno efficace quando non addirittura impossibile il benessere previsti dall’inserimento nella nuova famiglia.

In particolare abbiamo lavorato sul possibile vissuto del “conflitto di lealtà” nei confronti della famiglia di origine, spiegando che può succedere che i bambini che non possono vivere con i loro genitori non si sentano autorizzati ad affidarsi alle nuove figure genitoriali per paura di tradire i genitori.

Tutti e tre i percorsi saranno supportati per i prossimi 24 mesi, da un Tutor Kairòs, con disponibilità attiva H24 per 365 giorni all’anno, la cui attività non si limita al tutoraggio domiciliare, ma va oltre e investe l’intera sfera relazionale con la società. Personalmente porto nel cuore le parole dell’Assistente Sociale alla vigilia del momento di comunicare ai ragazzini che erano state individuate le famiglie che li avrebbero accolti: «Oggi è uno di quei giorni in cui tocco con mano il senso e il risultato delle fatiche che il lavoro di assistente sociale comporta».

Il 1° maggio partirà il percorso di avvicinamento dei tre ragazzi alle loro famiglie affidatarie. Buona strada!

*Monica Neri, Presidente di Kairòs

http://www.vita.it/it/article/2021/04/26/tre-affidi-per-tre-fratelli-il-racconto-dei-sei-mesi-prima-del-primo-g/159127/

Giuseppe? Si merita un affido giusto.

Maura è un assistente sociale. A febbraio legge un articolo su Vita.it e il suo pensiero corre a Giuseppe, un ragazzino di 12 anni reduce da un affido fallito. Chiama l’Associazione Kairòs, che lavora sugli “affidi impossibili”: «Non possiamo permetterci di sbagliare nuovamente». In pieno lockdown si lavora per trovare una nuova famiglia e per preparare Giuseppe a fidarsi di nuovo degli adulti, che con lui hanno sbagliato tante volte. A fine maggio Giuseppe ha iniziato un nuovo capitolo della sua vita

Nella vita serve anche un po’ di fortuna e fortunatamente a volte succede. È il 23 febbraio quando Maura, un’assistente sociale, legge un articolo su Vita.it, dal titolo “Gli affidi impossibili non esistono. Il suo pensiero va immediatamente a Giuseppe, 12 anni, che non può più rimanere nella famiglia affidataria dove è stato collocato. Maura chiama l’Associazione Kairòs ed è molto diretta: «Io non voglio far tornare questo bambino in comunità, ma non possiamo assolutamente permetterci di sbagliare nuovamente». Si parte. Ci si attiva immediatamente, grazie a un’assistente sociale attenta, efficace ed efficiente, che nemmeno il Covid-19 può fermare.

Lei stessa dice che «era fondamentale poter offrire a Giuseppe un’opportunità di vita in famiglia; reinserirlo ancora in struttura fino alla maggiore età era impensabile. Il comparto amministrativo dell’Ente Pubblico lo ha capito; i costi e i possibili benefici sono stati ben ponderati e con lungimiranza hanno aiutato a far sì che l’idea dell’assistente sociale si concretizzasse».

Nel bel mezzo del lockdown, insieme a Monica e Laura dell’Associazione Kairos, viene individuata una nuova famiglia per Giuseppe, vengono definite le modalità di intervento e attivato il supporto psicologico per preparare il minore al trasferimento. Questi sono bambini coraggiosi, sono bambini che non si arrendono, quando vieni rifiutato e sai che non appartieni a nessuno non puoi gettare la spugna. Giuseppe l’ha detto chiaramente: «Ci vorrebbe un’altra famiglia, ma so che l’Assistente Sociale non la può trovare facilmente». Giuseppe dovrà aspettare tutto il mese di marzo e aprile per poter iniziare il suo nuovo percorso, perché sono vietati gli spostamenti fra regioni.

È il 4 maggio quando Giuseppe entra in Emilia Romagna, non era possibile attendere oltre. Giuseppe arriva presso la casa della Comunità Maranà-tha, che ha deciso di collaborare con Kairòs nel momento del passaggio di Giuseppe nella nuova famiglia. Qui Laura, il tutor di Kairòs, lo aspetta. Iniziano a conoscersi ma Giuseppe è diffidente: è stato ancora una volta tradito e rifiutato e la sua rabbia è dilagante. Il lavoro di Laura sarà un lavoro di grande pazienza, infatti dovrà gestire la rabbia e le provocazioni del ragazzo. Il 24 maggio l’equipe di Kairòs, composta da professionisti esperti del settore, supervisionati dal dottor Marco Chistolini, decide in accordo con l’assistente sociale di procedere con il primo avvicinamento alla nuova famiglia.

Giuseppe è diffidente anche quando finalmente incontra la coppia, ma si fa forza e grazie all’aiuto di Laura riesce piano piano a ri-affidarsi. Non è facile fidarsi nuovamente degli adulti, che ti hanno già più volte tradito. Giuseppe ne è consapevole e lo dice: «L’altra volta avete sbagliato famiglia». Quando al quarto incontro gli viene proposto di rimanere solo con la coppia, rifiuta categoricamente. Ed ecco che allora Kairòs – il dio alato del momento opportuno – aspetta. Aspetta e crea, con strategie mirate, quel barlume di curiosità e voglia di legame necessario per il successo di un percorso di accoglienza.

È passato ormai del tempo da quando Giuseppe ha incontrato la sua nuova famiglia, ha iniziato a frequentare la loro casa sempre con l’aiuto del tutor Kairòs e ha iniziato anche qualche pernottamento perché “giustamente”, lui non si fida e ci dice: «Le persone le conosci solo quando inizi a vivere insieme a loro». L’avvicinamento progressivo costruito ad hoc sul ragazzo rappresenta le fondamenta dell’accoglienza ed è solo la prima grande attenzione che Kairòs ha durante il percorso, dove accompagna il nucleo famigliare 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, per 24 mesi. Ecco allora che per questo bambino, come per tanti altri “special needs”, è necessario un percorso privilegiato dove la professionalità viene messa a disposizione della famiglia, la prossimità e il pronto intervento nelle emergenze diventano il valore aggiunto.

Piano piano la mia gioia cresce nel vedere il sorriso sul volto di questo ragazzo e la condivido anche con Maura, l’assistente sociale che segue il percorso in tempo reale, grazie alla piattaforma Web Kairòs. Laura, Il tutor Kairòs, mi invia una foto di Giuseppe che passeggia con la nuova famiglia e il mio pensiero va ancora alla giornalista di Vita, sì perché è grazie a quell’articolo che Giuseppe ora sorride. Certamente non dovrebbe servire un articolo di giornale per collocare un bambino in affido famigliare! Tuttavia quello che stiamo facendo con Kairòs è innovativo, c’è bisogno di far conoscere la nostra proposta. Kairòs è una nuova possibilità e una scelta in più che gli assistenti sociali hanno per dare una famiglia ad ogni bambino.

Kairòs fa questo: abbiamo creato una rete di famiglie, che formiamo e prepariamo per accogliere quei minori che non possono vivere nella loro famiglia e ci mettiamo a disposizione dell’ente pubblico proprio per l’osservanza del concetto di sussidiarietà come definito dall’art. 118 della Costituzione, per ottemperare il diritto a vivere in famiglia perché ogni bambino per poter crescere bene non ha bisogno solo di nutrirsi, di dormire, di essere curato nell’igiene personale ma anche di essere istruito, educato ed amato nell’ambito di una famiglia. Questo è affermato dalla legge n.184/83 modificata dalla legge n.149/2001.

*Monica Neri è la presidente dell’Associazione Kairòs

http://www.vita.it/it/story/2020/06/29/giuseppe-si-merita-un-affido-giusto/344/

Risposta Emergenza Covid -19

cropped-kairos-logo-4.jpg  Associazione Kairòs

L’Associazione Kairòs, in accordo e collaborazione con il CARE simbolo Care(Coordinamento delle Associazioni familiari Adottive e Affidatarie in Rete), ha deciso di mettere a disposizione le proprie risorse, per fronteggiare l’Emergenza Covid -19, rimanendo al fianco delle Famiglie Affidatarie, Adottive, Biologiche e dei Servizi Sociali Territoriali.

 

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Mai come ora l’azione volontaria dell’Associazione Kairòs si rivela essere fondamentale per sostenere le famiglie esposte alle complessità della vita quotidiana senza strumenti sufficienti o adeguati; con particolare attenzione ai contesti fragili.

 E’ importante, in questa fase, che nessuno si senta solo e abbandonato, è importante che il supporto diventi efficace e che non risenta delle limitazioni in essere.

Servizi gratuiti offerti:

  • Reperibilità telefonica h 24 ai numeri 3486091169/3891568208
  • Supporto nuclei famigliari in situazione di fragilità attraverso colloqui telefonici e attraverso Skype/Zoom anche in EMERGENZA
  • Supporto psicologico Skype/Zoom dei Professionisti Kairòs
  • Partecipazioni a gruppi di autoregolazione emotiva in Zoom, supervisionati dagli Esperti Kairòs
  • Formazione in modalità FAD

 

Mail: info@kairos.bo.it

Telefono: 3486091169/3891568208

Scarica il volantino

KairosCovid19

 

Gli affidi impossibili? Non esistono

 

Articolo di Sara De Carli:

Vita.it Gli affidi impossibili non esistono

Bisogna essere eroi per pensare di aprire la propria famiglia a un ragazzino di 15 anni, con una storia difficile alle spalle, che da nove sta in comunità? «Questo bambino in famiglia non può andare», a volte sono gli operatori stessi a dirlo. «Non ci può andare perché nessuno ci ha mai provato», replica l’associazione Kairòs, che ha accompagnato con successo l’affido di una decina di minori che sembravano destinati a restare per sempre in comunità

Entrare in una famiglia a 15 annidopo nove passati in comunità. Quando nella tua, a cinque anni, avevi già conosciuto il maltrattamento, la violenza assistita, la malattia psichiatrica. Dopo aver assistito all’abuso di tua sorella.

Impossibile per alcuni. Un miracolo per altri. Fra i due estremi, la caparbia pazienza di un uomo che sta riuscendo nell’impresa, grazie al sostegno di professionisti che ci credono e che hanno messo in piedi un percorso dedicato ai ragazzi con le storie più complicate, quelli per cui non ci sono le condizioni per rientrare in famiglia ma che allo stesso tempo, per ragioni diverse, è difficile anche collocare in affido. E così rischiano di restare in comunità per sempre, fino ai 18 anni, «mentre tutti sappiamo che un minore deve crescere preferibilmente in una famiglia».

L’Associazione si chiama Kairòs, ha sede a Granarolo dell’Emilia (BO) ed è nata nel 2013, fa parte del Coordinamento CARE, lavora con i servizi sociali dell’Emilia Romagna, della Toscana e sta iniziando a muovere qualche passo in Veneto. Il punto di partenza è stata l’esperienza fatta in prima persona da Monica Neri, che ne è la presidente. «Abbiamo visto che le famiglie, se sono adeguatamente supportate, ce la fanno».

Kairos Monica Neri

Monica Neri, presidente di Kairòs

“Adeguatamente” significa avere a disposizione un tutor H24, per 24 mesi: «perché le cose succedono in qualunque momento, di notte, il primo gennaio e quando sei in ferie all’estero», continua Monica. I percorsi difficili così diventano percorsi virtuosi: nascono come affidi e talvolta diventano adozioni in casi particolari. È quello che è successo a lei: «vent’anni fa facevo volontariato in quella che all’epoca era una casa famiglia e poi è diventata una comunità. Col tempo sono diventata presidente. In comunità a un certo punto c’era una bambina di 9 anni, stava in comunità da tre. Io avevo due figli di 14 e 7 anni e iniziai a portarla a casa la domenica, il pomeriggio dopo la scuola… Un giorno questa bambina mi disse “Ma se io volessi rimanere sempre qua, a casa vostra, a chi lo devo chiedere?”. La comunità è una cosa buona, ma la famiglia fa i miracoli. Abbiamo capito quanto la famiglia è terapeutica», racconta Monica. «Mi sono trovata così nel mondo dell’affido, ma sola. Da qui l’idea che le famiglie disponibili ci sono, ma bisogna aiutarle. Non esistono famiglie perfette, ma esiste la differenza che viene dal farsi aiutare. Allora sì può fare, altro che dire “questo bambino in famiglia non può andare”. Non ci può andare perché nessuno ci ha mai provato».

Attorno a Kairòs, che nel tempo è diventata anche una cooperativa sociale, oggi c’è un gruppetto di venti famiglie, con 4 tutor e Monica, che è counselor relazionale, che fa da coordinatrice. C’è una psicoterapeuta, a sua volta mamma affidataria e adottiva e la supervisione di Marco Chistolini. Dal 2013 hanno inserito in famiglia una decina di minori, dagli 8 ai 15 anni, di cui l’ultimo proprio in questi giorni.

Laura Salerno è una dei tutor. È lei che segue l’affido del quindicenne in affido da un single, dopo nove anni in comunità: un tempo lunghissimo, in cui lui si è abituato a bastare a se stesso. «Abbiamo fatto un percorso di avvicinamento, prima in comunità, poi un gelato insieme, poi un pranzo, poi siamo andati vedere la casa insieme, la prima cena a casa, il primo weekend… Dopo due mesi il ragazzino mi ha detto “Io voglio stare qui”. È importante, Kairòs è il dio del momento opportuno, aspettiamo che siano i ragazzini a scegliere, perché possano scegliere almeno una volta nella loro vita… hanno sempre subìto», spiega Laura.
Kairos Famiglia
E così è iniziata la nuova avventura, che ha comportato il trasferimento in una nuova città e in una nuova scuola. «È complicato. Lui è un ragazzino verbalmente e fisicamente aggressivo. Ci sono stati gravi episodi di maltrattamento nei confronti dell’affidatario, il primo gennaio sono intervenuta in emergenza. I miracoli non li facciamo, ma lavoriamo in maniera minuziosa. Due volte alla settimana, vado in casa: soprattutto a cena, perché è il momento in cui la famiglia si riunisce e vedi tutte le dinamiche… L’obiettivo non è trovare una famiglia, ma far stare bene il ragazzo: se non sta bene, la famiglia va cambiata. C’è stata una coppia affidataria che ora ha concluso il percorso di affido con una ragazzina adolescente, abusata dal patrigno, che si era dovuta prendere cura dei fratellini fin da piccola… la coppia insisteva sul “non ci ascolta, non chiede il permesso”, in sostanza una ragazzina così autonoma non colmava il bisogno di accudimento che la coppia aveva. Si sono fatti aiutare, è andata bene», racconta Laura. «E quando ricevo una telefonata, nel giro di un’ora sono lì. L’equipe di Kairòs si attiva anche in emergenza, non solo su appuntamenti fissi. Tutto questo fa la differenza».
Dopo due mesi il ragazzino mi ha detto “Io voglio stare qui”. È importante, Kairòs è il dio del momento opportuno, aspettiamo che siano i ragazzini a scegliere, perché possano scegliere almeno una volta nella loro vita… hanno sempre subìto
Laura Salerno, tutor
Emergenze. Come quando un affidatario ha chiamato Laura dicendo “Mi sta minacciano di andare dalla vicina a dire che lo picchio”. O quello che, in vacanza all’estero, ha telefonato dicendole “Domani rientriamo, organizzati perché non lo vogliamo più, ci ha picchiati, adesso è troppo”. O quelli che chiamano disperati perché il ragazzino è scappato di casa. «Devi intervenire nell’immediato, lavorando con il ragazzo da un lato e con la coppia dall’altro».
Kairos Ragazzo
La scorsa settimana Laura ha pranzato con un ragazzo che ha concluso da due anni il percorso con Kairòs. È stato inserito in famiglia a 8 anni: «era uno di quei casi per cui l’inserimento in famiglia sembrava impossibile, scappava, insultava, ha rotto il braccio a un compagno di classe… è una persona completamente diversa. Storie così ti ripagano di tutto».Per chi Kairòs può essere una strada? Per i ragazzini in preadolescenza o adolescenza, difficili da collocare in famiglia, da tempo in comunità, bambini e ragazzi con bisogni speciali – i cosiddetti special needs – per i quali non è previsto un rientro nella famiglia biologica. Tanto che alle famiglie disponibili viene richiesto di avere anche una motivazione all’adozione. «È un percorso che punta a ricreare quella speranza/voglia di affidarsi di nuovo a qualcuno», afferma Monica. «Perché diciamolo chiaro, se ti tradiscono mamma e papà, il mondo diventa tutto fragile. Mentre se hai buone relazioni, pian piano tutto comincia a sistemarsi». Le parole con cui Kairòs traccia il suo percorso sono bellissime: “Prepariamo le famiglie ad accogliere e i minori ad essere amati». Che non è da meno.
Foto di copertina pixabay.com; le altre foto per gentile concessione di Kairòs
di Sara De Carli

ESSERE GENITORI CONSAPEVOLI, percorso di formazione per famiglie affidatarie e adottive

La Cooperativa Sociale Kairòs con il contributo di FONDAZIONE DEL MONTE DI BOLOGNA E RAVENNA, è lieta di presentare un nuovo percorso formativo: “ESSERE GENITORI CONSAPEVOLI”, un percorso di formazione per famiglie affidatarie e adottive.


L’obbiettivo principale del progetto è quello di rinforzare la formazione alle famiglie prevista nel “Percorso Kairòs”, accompagnandole alla conoscenza del proprio mondo interiore e dei propri meccanismi di funzionamento attraverso percorsi di consapevolezza delle proprie difficoltà. Le conoscenze acquisite nel corso, potranno essere messe in atto autonomamente anche in futuro soprattutto in quelle situazioni dove lo stress, la sofferenza, le emozioni, possono diventare soverchianti e le persone hanno difficoltà ad arginare l’onda emozionale. La pratica quotidiana delle tecniche apprese permetterà di accrescere lo stato di sicurezza e di stabilità interna, di generare una condizione di calma interiore, di rafforzare le risorse personali e dell’ambiente circostante, e aiuterà i genitori a cogliere nei loro bambini quei piccoli cambiamenti positivi, le loro abilità e i loro slanci di apertura e fiducia.


DATE:

Mercoledì 8 settembre 2021 ore 18-20
_La relazione di attaccamento cos’è a cosa serve

Mercoledì 29 settembre 2021 ore 18-20
_Imparare a regolare le proprie emozioni

Mercoledì 13 ottobre 2021 ore 18-20
_Come la storia personale influisce nel modo di essere genitori

Mercoledì 27 ottobre 2021 ore 18 -20
_Introduzione alla Mindfulness


A seguire, sei incontri di Mindfulness


PER ISCRIZIONI, COPILA IL SEGUENTE MODULO: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeoU–uy0g8W_rx_OrUbnB6Gqnll0GjKxzp3o_q3l1vZbz1lQ/viewform?vc=0&c=0&w=1&flr=0

Incontro online:” Incontra le famiglie Kairòs” Mercoledì 14 luglio 2021, ore 18,30

L’Associazione Kairòs organizza un incontro di confronto e di condivisione gratuito, rivolto alle coppie e alle persone singole, sia interessate ad accogliere un minore in affido a lungo termine sia con un percorso di affido già in essere.

L’obiettivo dell’incontro sarà quello di aprire un confronto tra famiglie accoglienti e famiglie affidatarie in formazione, passando attraverso l’esperienza delle famiglie affidatarie e adottive Kairòs.

Modera l’incontro: Maria Laura Salerno, Tutor Kairòs

.…a chi è indirizzato? Alle coppie e ai single che desiderano conoscere il mondo dell’affido famigliare ed essere sostenuti dal Percorso Kairòs.

Per info e iscrizioni, compila al seguente link:

Evento Kairòs: “Incontra le Famiglie Kairòs” (google.com)

Per maggiori informazioni: info@kairos.bo.it o chiama al 3486091169

Incontro online: “La relazione tra la famiglia affidataria e la famiglia d’origine negli affidi a lungo termine” Mercoledì 16 giugno 2021, ore 18,30

L’Associazione Kairòs organizza un nuovo incontro di formazione gratuito, rivolto alle coppie e alle persone singole, sia interessate ad accogliere un minore in affido a lungo termine sia con un percorso di affido già in essere.

Il relatore, Dott. Marco Chistolini, ci accompagnerà ad approfondire il ruolo della famiglia d’origine e il ruolo della famiglia affidataria all’interno di un progetto di affido a lungo termine. Inoltre, ci addentreremo all’interno di uno degli obiettivi di fondamentale importanza del Percorso Kairòs, ossia, ove possibile, quello di giungere ad un rapporto di reciproco riconoscimento tra la famiglia affidataria e la famiglia di origine, perché solo quando le due realtà familiari riconosceranno i reciproci doveri nei confronti del minore, ed agiranno di concerto per il bene supremo del minore, si potrà ritenere raggiunto il traguardo finale.

Per info e iscrizioni, compila al seguente link:

La formazione sarà presieduta dal Dott. Marco Chistolini, Psicologo, Psicoterapeuta,
esperto di affido familiare e adozione,
supervisore Equipe Kairòs, papà adottivo.

.…a chi è indirizzato? Alle coppie e ai single che desiderano conoscere il mondo dell’affido famigliare ed essere sostenuti dal Percorso Kairòs.

info@kairos.bo.it o chiama al 3486091169

Formazione esperienziale per famiglie adottive e affidatarie: “Nei suoi panni, abitare le amozioni”

La Cooperativa Sociale Kairòs,

con il contributo della FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO IN BOLOGNA,

è lieta di di presentare

“Nei suoi panni

Abitare le emozioni.”

Il progetto ha l’obiettivo di accompagnare gli adulti a sperimentare e a potenziare la risorsa dell’empatia, al fine di accrescere la consapevolezza del proprio vissuto emotivo e di maturare la competenza a entrare in contatto con le emozioni degli altri. La sperimentazione e lo sviluppo della competenza empatica potrà quindi facilitare la relazione con il/la bambino/a che si preparano ad accogliere o che hanno già accolto, permettendo una maggior vicinanza al loro vissuto e una maggiore disponibilità a contenere reazioni emotive complesse e spesso traumatiche, soprattutto nelle aree del dolore, della paura e della rabbia.

Per iscrizioni: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScoXNNZDLsVv2VduOxlbNtB8oNa3WNBBTgvnxOMj8C9hPPXow/viewform?vc=0&c=0&w=1&flr=0

La formazione, scandita in due giornate, sarà condotta dalla Dott.ssa Mara Scarpa, Psicologa, Somatic Experiencing Practitioner.Per info e iscrizioni: info@kairos.bo.it o chiama al 3486091169_3891568208

La formazione è gratuita per i Soci.

Incontro online: “Le regole nella vita famigliare dei bambini in affido e in adozione” Mercoledì 12 maggio 2021, ore 18,30

L’Associazione Kairòs organizza un nuovo incontro di formazione gratuito, rivolto alle coppie e alle persone singole, sia interessate ad accogliere un minore in affido a lungo termine sia con un percorso di affido o adozione già in essere.

La relatrice ci accompagnerà ad approfondire l’importanza delle regole nella vita famigliare dei bambini in affido e adozione, soffermandosi sul perché sono indispensabili, sulla necessità di inserirle gradualmente e in che modo facilitano il processo di adattamento alla vita sociale.

La formazione sarà presieduta dalla Dott.ssa Marzia Rovaretti, Psicologa, Psicoterapeuta e mamma adottiva.

Per info e iscrizioni, compila il seguente:

info@kairos.bo.it o chiama al 3486091169

.…a chi è indirizzato? Alle coppie e ai single che desiderano conoscere il mondo dell’affido famigliare ed essere sostenuti dal Percorso Kairòs.

Incontro online: “Il bambino che arriva è un perfetto sconosciuto”, mercoledì 14 aprile 2021, ore 18,30

L’Associazione Kairòs organizza un nuovo incontro di formazione gratuito, in cui le coppie o i single interessati ad accogliere un minore in affido a lungo termine, potranno conoscere e approfondire alcune tra le caratteristiche dei bambini accolti in affidi a lungo termine.
In particolare ci soffermeremo sui comportamenti più frequenti di questi bambini, con l’obiettivo di imparare a conoscere quali sono i bisogni emergenti e come poterli supportare nella gestione dei momenti di rabbia.

Ascolteremo inoltre le testimonianze delle famiglie Kairòs.

La formazione sarà presieduta da Monica Neri, Presidente Kairòs e da Maria Laura Salerno, Tutor Kairòs.

.…a chi è indirizzato? Alle coppie e ai single che desiderano conoscere il mondo dell’affido famigliare ed essere sostenuti dal Percorso Kairòs.

Per info e iscrizioni: info@kairos.bo.it o chiama al 3486091169

Incontro online: “Il valore dei papà nei percorsi di affido familiare” mercoledì 17 marzo 2021, ore 18,30

L’Associazione Kairòs organizza un nuovo incontro di formazione gratuito, in cui andremo ad approfondire, assieme alla Dott.ssa Baquè, la figura genitoriale paterna, soffermandoci sul prezioso contributo che i papà offrono nei percorsi di accoglienza.

E’ risaputo, da tempo, quanto il modello del padre evolutivo sia quello vincente, il padre che si confronta con la madre e accompagna i figli nella crescita.
Durante la formazione avremo modo di raccogliere nuovi spunti e arricchire la cassetta degli attrezzi dei papà!

Ascolteremo inoltre le testimonianze delle famiglie Kairòs.

La formazione sarà presieduta da Benedetta Baquè, Psicologa e Psicoterapeuta, Psicologa Kairòs per la Toscana.

.…a chi è indirizzato? Alle coppie e ai single che desiderano conoscere il mondo dell’affido famigliare ed essere sostenuti dal Percorso Kairòs.

Per info e iscrizioni: info@kairos.bo.it o chiama al 3486091169

Incontro online: “L’avvicinamento graduale tra il minore e la famiglia affidataria, primo passo verso il successo” mercoledì 17 febbraio 2021, ore 18,30

L’Associazione Kairòs organizza un nuovo incontro di formazione gratuito, in cui le coppie o i single interessati ad accogliere un minore in affido a lungo termine, potranno conoscere e approfondire il Percorso Kairòs.

Nello specifico ci addentreremo in una delle diverse fasi di cui è composto, ossia l’avvicinamento graduale. Perché è importante procedere gradualmente nella conoscenza di un minore? Quali benefici a breve e lungo termine nella costruzione della relazione?

Ascolteremo inoltre le testimonianze delle famiglie Kairòs.


Per info e iscrizioni: info@kairos.bo.it o chiama al 3486091169

La formazione sarà presieduta da Monica Neri, Presidente Kairòs e da Maria Laura Salerno, Tutor Kairòs.


.…a chi è indirizzato? Alle coppie e ai single che desiderano conoscere il mondo dell’affido famigliare ed essere sostenuti dal Percorso Kairòs.